18 gennaio 2019

Un calcio a senso unico


Abbiamo smesso di seguire l'attualità. Nessun commento appare più, su queste pagine, che riguardi la stagione corrente del calcio italiano o quella competizione priva di credibilità agonistica che è la Champions League. 
Il problema è, appunto, la 'competizione'. Semplicemente: non c'è. E dunque ha poco senso parlarne.
Non c'è: e, in Italia, meno che altrove.
Il controllo del sistema, in tutte le sue componenti, da parte del club pluri-titolato con sede a Torino, dovrebbe costituire motivo di imbarazzo. E invece i media non fanno altro che esaltarne le vittorie ottenute in serie, cantando le prodezze (ma quali?) della grande star portoghese. 
E quando la vittoria potrebbe sfuggirle, ecco che gli errori arbitrali, o il mancato rispetto delle direttive sull'impiego del VAR, indirizzano la partita.
Buon divertimento a tutti.




25 dicembre 2018

Quando Santa Claus aveva dimora a Liverpool

Natale senza calcio, come da tradizione.
Una tradizione che però fu inaugurata solo a metà degli anni Sessanta, nel secolo scorso. Già. Perché fino ad allora, normalmente, il 25 dicembre si scendeva in campo. Specie se cadeva di sabato o di domenica.
Ma non solo. In Inghilterra, per esempio, si disputarono turni regolari di First Division fra il 1947 e il 1958, con poche eccezioni.
E allora prendiamo un club a caso. Il Liverpool, visto che (oltre a essere uno dei più importanti del Merry Kingdom) oggi è lì, primo in classifica, solitario e felice.
Ad Anfield arrivò il 25 dicembre del 1947 nientemeno che l'Arsenal, e si tenga conto che i Gunners vinsero il torneo in quella stagione. Doppietta di Ronny Rooke, bomber di razza, tre a uno per i londinesi.

L'anno successivo i Reds si recarono a Manchester, ospiti dello United ma sul campo del City: in quella giornata vi fu lo scontro incrociato fra le squadre delle due città. Un doppio, natalizio e soporifero, zero a zero.

Nel 1949 si giocò il 24 e il 26. L'anno successivo si tornò in campo il 25: a Blackpool i Reds incassarono un netto tre a zero. Rivincita ad Anfield nel 1951, anzi nessuna rivincita. Solo un modesto pareggio.
Nel 1952 il Liverpool trascorre a Burnley il giorno di Natale: ne torna con due reti nel sacco. 1953: trasferta nelle Midlands, nella tana del WBA, a West Bromwich, e altra sonora sconfitta (cinque a due). In quella stagione, i Reds conclusero la stagione all'ultimo posto della classifica, e iniziarono il periodo peggiore della loro storia: otto stagioni consecutive in seconda divisione. Proprio nell'anno un cui l'Everton, dopo tre inutili tentativi, riusciva a tornare nel campionato maggiore.
Insomma, si può dire che, in quegli anni, tutti i supporter di club inglesi - una volta reso pubblico il calendario della stagione - speravano di poter incontrare i Reds nel Christmas Day. Nutrivano buone speranze di trascorrerlo felicemente.
Santa Claus, in quegli anni, aveva fissato la sua dimora a Liverpool. Non a caso, forse, è da sempre di colore rosso il suo vestito.

14 maggio 2018

La Juventus e la congiuntura italica


La Serie A è quasi finita (anche se mancano dettagli non di poco conto: la terza retrocessa e il quadro preciso delle qualificate alle competizioni europee), naturalmente ha vinto la Juventus, che ha alzato anche, a metà settimana e con assoluta nonchalance, la Coppa Italia. Settimo scudetto consecutivo e quarto double consecutivo. E' una sequenza di accoppiate (scudetto e coppa) che non ha precedenti nella storia del calcio europeo. Un'impresa mai riuscita a un club inglese in 130 anni, ma nemmeno a uno scozzese (nonostante la sua minore competitività); ma nemmeno in Spagna, in Germania, e tanto meno in Francia: (vedere qui l'illuminante cronologia universale del 'double').



Senza dubbio, della lunga e vincente stagione bianconera (che non è per nulla scontato si sia conclusa) i ricordi si propagheranno per generazioni.

Ma? C'è un ma, eccome.

In un passato abbastanza recente, qualsiasi club italiano capace di produrre una sequenza simile di vittorie sarebbe di corsa entrato (e dalla porta principale) nella ristretta élite delle squadre più forti di tutti i tempi, facendo incetta di trofei internazionali. Nell'immaginario della pedata, si sarebbe collocato accanto al Real degli anni Cinquanta, all'Inter di HH e al Milan di Rocco, all'Ajax, al Bayern del Kaiser, al Liverpool, al Milan di Sacchi/Capello/Ancelotti, all'UTD di Sir Alex, al Barça e al Real contemporanei.

La Juventus costruita da Conte e perfezionata da Allegri sembra invece destinata (pur con questa performance strabiliante) a rimanere protagonista di una storia solo locale. Una storia sportiva che illustra la marginalità e il declino del paese, riflessi vistosamente dal football come e più dei dati comparativi ricavati da altri e più significativi contesti.